Federico Domenico Eraldo SACCHI
Biografia - ITA
Il basso italiano Federico D. E. Sacchi intraprende la carriera operistica a soli ventitré anni, debuttando nel ruolo del titolo nel Don Quichotte di Massenet per il circuito italiano As.Li.Co. Diplomato in pianoforte, si dedica successivamente a tempo pieno al canto.
Per molti anni la sua carriera si sviluppa principalmente nell’ambito del repertorio belcantistico e ottocentesco, portandolo a esibirsi nei maggiori teatri e sale da concerto europei. Tra gli impegni più significativi figurano Lodovico nell’Otello di Verdi con i Berliner Philharmoniker diretti da Zubin Mehta; Filippo II nel Don Carlo al Teatro Nazionale di Brno; il ruolo del titolo nel Mosè di Rossini al Luzerner Theater e al Teatro Verdi di Pisa; Polidoro in Zelmira al Rossini Festival di Bad Wildbad sotto la direzione di Gianluigi Gelmetti; Talbot in Maria Stuarda all’Opernhaus Zürich e all’Opéra Royal de Wallonie-Liège; Jorg in Stiffelio all’Opernhaus Zürich; il Conte Rodolfo ne La sonnambula e Timur in Turandot al Teatro La Fenice di Venezia; Oroe nella Semiramide di Rossini al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi e al Teatro di San Carlo di Napoli.
Tra gli altri ruoli di rilievo si ricordano Pistola in Falstaff sotto la direzione di Daniele Gatti, Colline ne La bohème con Paolo Arrivabeni, Orbazzano in Tancredi con René Jacobs, Bertrand in Iolanta, Leporello in Don Giovanni e Abimélech in Samson et Dalila sotto la direzione di Kazushi Ono a Bruxelles, e il Burgmeister in Werther con la Münchner Rundfunkorchester diretta da Marco Armiliato.
Negli ultimi anni il suo percorso artistico si è orientato sempre più verso il repertorio barocco e seicentesco, affermandolo come apprezzato interprete della trilogia monteverdiana.
Al centro di questo percorso si colloca Seneca nell’Incoronazione di Poppea, divenuto uno dei suoi ruoli più rappresentativi. Sacchi ha interpretato Seneca in diverse produzioni, collaborando con alcuni dei principali ensemble specializzati, tra cui The English Concert sotto la direzione di Harry Bicket, Cremona Antiqua con Antonio Greco e Les Arts Florissants con Paul Agnew, più recentemente al Monteverdi Festival 2026 presso il Teatro Ponchielli di Cremona. La sua interpretazione del personaggio ha ricevuto particolare apprezzamento per la capacità di coniugare autorevolezza vocale e profonda comprensione drammatica.
La sua frequentazione dell’opera monteverdiana si estende all’intera trilogia: Caronte e Plutone ne L’Orfeo, Nettuno e Antinoo ne Il ritorno d’Ulisse in patria e Seneca ne L’incoronazione di Poppea. Il suo repertorio monteverdiano comprende inoltre Plutone ne Il ballo delle ingrate. Il lavoro su questo repertorio lo ha portato a collaborare con alcuni tra i principali direttori ed ensemble attivi nell’ambito dell’esecuzione storicamente informata, tra cui Ottavio Dantone e Accademia Bizantina, con i quali ha affrontato diverse opere di Monteverdi e del Seicento.
Questa specializzazione si è naturalmente estesa al più ampio repertorio barocco italiano. Tra gli impegni recenti figurano Nettuno ed Eutiro nell’Ercole amante di Cavalli al Monteverdi Festival 2025 e Nettuno e Cecrope ne Il pomo d’oro di Cesti alle Innsbrucker Festwochen der Alten Musik 2026, sotto la direzione di Ottavio Dantone con Accademia Bizantina e la regia di Fabio Ceresa. Il suo repertorio comprende inoltre Giampietru ne La Stellidaura vendicante di Provenzale, Achilla nel Giulio Cesare in Egitto di Sartorio, il ruolo del titolo nel Don Trastullo di Jommelli e Artaxerse ne La Dori di Cesti.
Parallelamente alla specializzazione nel repertorio antico, Sacchi continua a frequentare il repertorio ottocentesco. Nel novembre 2026 torna al Teatro Lirico di Cagliari nel ruolo di Sparafucile nel Rigoletto di Verdi.
Il suo repertorio concertistico comprende il Requiem di Verdi e quello di Mozart, Mefistofele di Boito e la Messa op. 20 di Ponchielli. Appassionato interprete del repertorio cameristico e liederistico, ha eseguito pagine di Tosti, Schumann, Beethoven, Ibert e Ravel.
La sua discografia comprende la prima registrazione mondiale de La scuola de’ gelosi di Salieri per Sony. Le sue incisioni hanno ottenuto importanti riconoscimenti dalla critica internazionale, tra cui il Diapason d’Or per il Giulio Cesare in Egitto di Sartorio e il Premio della critica discografica tedesca per La Dori di Cesti.